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VEA

Hong Kong S.A.R
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Nato a Hong Kong e cresciuto in un ambiente dalle influenze occidentali, lo Chef Vicky Cheng ha iniziato la sua carriera seguendo una formazione classica con alcuni degli Chef francesi più famosi e più apprezzati del mondo, come Daniel Boulud del ristorante stellato Restaurant Daniel di New York. Durante questo percorso ha potuto acquisire le conoscenze e scoprire i segreti alla base dell’eccellenza culinaria che dimostra oggi al VEA Restaurant and Lounge.

Dialogo con Vicky Cheng

L’ispirazione può davvero derivare da qualunque cosa.
Come descriverebbe la sua filosofia culinaria?
Cerco di combinare con la mia cultura e le mie tradizioni tutto ciò che ho appreso sulla cucina francese, concentrandomi sulle mie radici per valorizzare la cucina di Hong Kong. In questo modo, reinvento piatti appartenenti alla tradizione di questa città in stile franco-cinese.
Qual è la sua ossessione culinaria?
Direi che per prima cosa sono affascinato dalla cucina cinese. Anche se si tratta della tradizione culinaria con la quale sono cresciuto, non mi ero mai reso conto del lavoro incredibilmente complesso che si trova alle sue spalle, in termini di ingredienti e di tecniche. In secondo luogo, un’altra idea fissa sono gli sprechi, al cui riguardo ho una politica rigorosa nella mia cucina.
Quali sono le sue fonti di ispirazione?
Traggo ispirazione da qualunque cosa. Ad esempio, per quando riguarda i sapori e le combinazioni, molte delle mie idee nascono dal cibo che degusto talvolta in ristoranti raffinati, altre volte in un normale ristorante cinese o addirittura in un banchetto di street food. Per l’impiattamento, traggo ispirazione anche dalle opere d’arte.
Chi è il suo eroe e perché?
Mia madre. Mi ha dato le basi su cui costruire la mia vita, insegnandomi non solo ad essere una persona di successo ma, cosa ancora più importante, anche ad avere buon cuore. Crescendo, mi ha ricordato costantemente la necessità di restare umile e di mantenere i piedi ben saldi per terra. Credo che questa sia una delle ragioni principali per le quali mi trovo dove sono oggi.
Qual è la sua idea di piacere?
È la gioia di non avere preoccupazioni, pensieri o difficoltà, anche se solo per un breve momento. Quando mangio fuori, cerco di non lamentarmi. Al contrario, mi immergo nel momento che sto vivendo, lasciandomi alle spalle le preoccupazioni e apprezzando la buona ospitalità.
Il suo pranzo ideale?
Mia moglie era una fioraia e adora i girasoli, perciò il mio sogno sarebbe di fare una lunga cena con lei in un campo di girasoli. Ci godremmo un bel pasto di 4 ore con una bottiglia di Krug Collection 1985.
Qual è la cosa più stravagante che le sia mai successa?
Quando ho compiuto 30 anni, io e mia moglie Polly ci siamo sposati. Poco tempo dopo, nostra figlia Elizabeth si è unita a noi. In quel periodo ho anche comprato la mia prima casa, un luogo che abbiamo fatto nostro.
Quale lusso vorrebbe portare con sé su un’isola deserta?
Caviale e Champagne Krug.
Il suo primo sorso di Krug?
Il mio primo sorso di Krug risale a qualche anno fa. Ricordo che uno dei miei clienti più affezionati ha portato con sé una splendida bottiglia di Krug Collection 1985 che ha attirato immediatamente la mia attenzione, perché sono nato nello stesso anno. Non ne dimenticherò mai il gusto.

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